Bono, una canzone per l’emancipazione delle donne

Bono gia’ noto per il suo impegno umanitario almeno quanto quello per la musica, con la sua associazione One mette insieme   un gruppo di star africane insieme incideranno una canzone che si chiamera” song girl” .

L idea nasce per dare forza alle donne di tutto il mondo , Bono ribadisce che non sara’ certo una canzone che cambiera’ le cose ma è espressione del movimento sociale che portera al cambiamento.

Gli U2 saranno a Torino unica tappa italiana il 4 e il 5 settembre sold out da tempo. Bono, come sempre J adore!

Anche il corpo chiede un cambiamento….

https://youtu.be/HxmFNMzLtFg?list=RDGMEM_okAHaEZAKA9bFUY2_Sf6gVMHxmFNMzLtFgi,

Si,me lo chiede il mio corpo, un cambiamento, visibile realizzabile , rimanendo viva!

Cosa vuol dire ? stanchezza dopo gli allenamenti

stanchezza sana non sentirmi esausta ….non ho piu 20 anni…un allenamento calibrato per una signora di 42…

Lo sport mi ha sempre accompagnato nei momenti della vita in cui stavo bene fisicamente ; danza classica, moderna, corsa ,ginnastica aerobica anche 3 ore al giorno eravamo sul finire degli anni 80 ed io avevo la febbre del fitness , dovevo essere perfetta a 15 anni si puo fare!

Ora cammino….ma chissa se con infinita pazienza non riesca ad avere i suoi muscoli…..shhhhhhh è un segreto/ sogno che da tempo mi martella…chissa 

La mia nonna materna<3<3<3

Passeggiando con Billino, come succede spesso Nonna ti ho sentita vicina un fiume di lacrime ha appannato gli occhiali da sole poi passa tutto passa non ci sei piu dal 1987 anche se il tempo  è un grande medico (e  anche  galantuomo ma questa è un altra storia) non passa la mancanza di te …eri e sei la mia nonna sempre profumata di pulito con gli occhi verde azzurro, ed era bellissimo abbracciarti strettissima .

Mi manchi…..eri la mia “casa”.10590523_798495563540804_4183718446367015209_n (1)

<3<3<3

Annoda i Lacci alla mia Vita, Signore,
Poi, sarò pronta ad andare!
Solo un’occhiata ai Cavalli –
In fretta! Potrà bastare!
…..
Addio alla Vita che ho vissuto –hermitage_980x571E al Mondo che ho conosciuto –
E Bacia le Colline, per me, basta una volta –
Ora – sono pronta ad andare

Emily Elizabeth Dickinson

I neuroni in comune con Dumbo

Quello ha ‘una memoria da elefante’, quante volte lo abbiamo sentito dire? Ma perché gli elefanti avrebbero una memoria più potente di altri animali? E’ davvero così? In realtà questi grandi mammiferi se la battono in tema di capacità di ricordare con i cetacei, le grandi scimmie e, guarda caso, anche con noi umani.
Oggi sappiamo che la capacità di ricordare è legata alle emozioni (ricordiamo più facilmente se un fatto è legato ad un’emozione) e ancor di più all’empatia ossia alla capacità di mettersi nei panni dell’altro. Se ormai sono stati svelati i segreti dei cosiddetti ‘neuroni specchio’ identificati tra l’altro da uno scienziato italiano, da pochissimo si indaga su una classe di neuroni chiamati VEN dal nome del loro scopritore, Constantin Von Economo che fu il primo nel 1926 a fornirne la prima descrizione dettagliata e la localizzazione.
Si tratta di grandi neuroni fusiformi presenti nella corteccia frontoinsulare e in quantità inferiore nella corteccia cingolata anteriore, specializzati nella trasmissione di informazioni legate al comportamento sociale ad alta velocità e su lunghe distanze. In pratica percepiscono gli stati fisiologici dell’organismo e li elaborano sotto forma di processi di decisione.
L’aspetto interessante è che questi neuroni sono presenti solo nelle specie con il cervello grande – modestamente… – e che si attivano in presenza di stimoli sociali negativi come colpa, imbarazzo o risentimento, ma si attivano anche quando il soggetto non sia direttamente coinvolto ma provi empatia per un membro del branco.
La scoperta della presenza di questi neuroni negli elefanti è ben descritta nello studio di Hakeem (Von Economo Neurons in elephant brain – The anatomical record – 292;242-248:2009) mentre negli umani Tania Singer ha scoperto che ci immedesimiamo negli altri quando soffrono grazie all’attivazione dell’insula anteriore, zona che probabilmente non vi dice nulla ma che è quella con cui percepiamo il nostro stesso dolore.
I neuroni VEN non solo si attivano – esattamente come negli elefanti – in situazioni spiacevoli come rabbia e afflizione (ma anche in situazioni piacevoli come le cure parentali, le coccole e l’amore) ma sono in grado di marcare un evento come importante e concentrare la nostra attenzione su di esso in modo da reagire adeguatamente in maniera estremamente veloce. Una sorta di autostrada cerebrale che coordina le nostre emozioni con quelle degli altri individui del nostro ‘branco’, umano o animale che sia. E in alcune situazioni patologiche come demenza, autismo, Alzheimer e schizofrenia risultano inattivati.
Purtroppo sembra che questi neuroni rischino di essere ‘fuori moda’ in un’epoca in cui spesso la gente dimostra indifferenza per la sorte immediata dei propri simili. Si tratta di un circolo vizioso: siamo talmente assorti nei nostri pensieri (e nei nostri smartphone) che non prestiamo attenzione agli altri, quindi rimaniamo isolati e non abbiamo la possibilità di provare empatia. Il paradosso è che però siamo capaci di commuoverci davanti ad un film, nel buio di una sala o del nostro salotto. Perché? Perché in quel momento siamo totalmente attenti e dedicati a quel che accade sullo schermo.

Le persone in cui queste aree cerebrali sono troppo attive rischiano di rimanere troppo coinvolte nel dolore altrui, di rimanere invischiate. Succede ad esempio nelle professioni di aiuto in cui si può verificare uno stato chiamato ‘stanchezza della compassione’, ma rischia anche chi si protegge dalla sofferenza anestetizzando i propri sentimenti, magari girando la testa dall’altra parte. Il problema è che sottraendosi continuamente alle emozioni di rischia di erodere e ‘spegnere’ la capacità di provare compassione per gli altri e rimanere vittime di una desolante indifferenza. Come spesso accade se non utilizziamo un organo o una funzione questa si atrofizza.

Articolo di Johann Rossi Mason trattodal suo blog www.sestopotere.blogspot.