L’ amore assoluto.

Addio Golia ❤https://www.youtube.com/embed/an0zm05cQw0“>

Addio al barboncino di Mario Cervi Muore pochi giorni dopo il padrone

Troppa tristezza  ,per un angelo biondo ,volevi seguirlo mancavano troppo le sue mani mancava la vita, e dopo 4 giorni dalla scomparsa di Mario Cervi l hai seguito .

Amore spero che tu sia con lui con tutta l anima.https://www.youtube.com/embed/NcsfNGKypXE“>

Storia di un logo…

Yves Henri Donat Mathieu Saint Laurent(Orano, 1º agosto 1936Parigi, 1º giugno 2008) è stato uno stilista francese, tra i più famosi e conosciuti creatori di moda del XX secolo.

Biografia

Yves Henri Donat Matthieu-Saint-Laurent nacque il primo agosto 1936, a Orano, Algeria francese, da Charles e Lucienne Andrée Mathieu-Saint-Laurent. Crebbe in una villa sul mediterraneo con le due sorelle Michelle e Brigitte. Al giovane Yves piaceva creare bambole di carta e sin dalla più tenera adolescenza iniziò a disegnare vestiti per la madre e le sorelle. A 18 anni si trasferì a Parigi ed entrò nella Chambre Syndicale de la Haute Couture (Camera Sindacale dell’Alta Moda), dove i suoi disegni ebbero subito successo. Michel De Brunhoff, editore di French Vogue, presentò Saint Laurent al designer Christian Dior. Saint Laurent riferì dopo sull’incontro di essere stato ispirato da Dior e che nonostante quello che successe dopo, le basi della sua arte sono state tracciate da lui e che non potrà mai dimenticare gli anni spesi al suo fianco. Infatti lo stile di Saint Laurent crebbe notevolmente sotto la guida di Dior, maturando e guadagnando sempre più fama. Morto Dior nel 1957, divenne il direttore artistico della maison.

Nel 1960, nel pieno del successo, Saint Laurent si trovò costretto ad arruolarsi nell’esercito francese a causa della guerra d’indipendenza in Algeria. Dopo soli 20 giorni nell’esercito, lo stress da nonnismo portò Saint-Laurent ad un ricovero nell’ospedale militare dove ricevette la notizia di essere stato licenziato da Dior. Questo non fece altro che aggravare la situazione psicologica di Yves che fu ricoverato nell’ospedale militare di Val-de-Grâce, dove venne sottoposto a cure psichiatriche con sedativi, psicofarmaci ed elettroshock. Saint Laurant ritenne poi, questo periodo in ospedale, l’origine dei suoi problemi mentali e della sua dipendenza da droghe.

Nel novembre del 1960, Saint-Laurent fu dimesso dall’ospedale e citò Dior per non aver rispettato i termini contrattuali. La vittoria in tribunale gli permise, dopo un periodo di convalescenza, di aprire l’omonima casa di moda al fianco del compagno e socio Pierre Bergé.

Negli anni sessanta e settanta la firma godette del massimo prestigio grazie a ingegnose innovazioni in fatto di moda. Nel 1980 fu il primo creatore di moda vivente a godere di una grande retrospettiva del suo lavoro al Metropolitan Museum di New York.

Nel 1989 il gruppo YSL si quotò in borsa, per poi essere venduto nel 1993 alla casa farmaceutica Sanofi[1] per circa 600 milioni di dollari. Nel 1999 la casa di moda fiorentina Gucci acquistò l’etichetta e mentre Tom Ford si occupava della collezione prêt-à-porter (più accessibile al grande pubblico), Yves Saint-Laurent disegnava la linea di alta moda.

Boutique di YSL a Beverly Hills

La casa di moda fu ufficialmente chiusa nel 2002[2]. Per quanto la casa non esista più, il marchio sopravvive ancora sotto l’egida di Gucci. Oggi, dopo il ritiro di Tom Ford, è lo stilista Stefano Pilati a firmare la linea di prêt-à-porter.

Alla pari di Chanel, Saint Laurent ha creato uno stile unico, è stato per decenni simbolo dell’eleganza più raffinata, moderna, innovativa. Per primo, negli anni 60, ha capito che l’alta moda poteva trarre ispirazione dalla strada e non essere soltanto una realtà autoreferenziale, un mondo chiuso in se stesso senza rapporti con la realtà. Creò scalpore la collezione del 1958 con la quale esordì, quando, successore di Christian Dior, presentò negli eleganti saloni di Avenue Montaigne, una silhouette grintosa e irriverente, molto poco politicamente corretta per il conformismo sartoriale dell’epoca.

Si intuiva già lo spirito eterodosso di questo nuovo disegnatore, il quale, nell’arco della sua carriera ha mantenuto la promessa di allora, diventando un innovatore costante, un modernizzatore dell’immagine femminile. Ha fatto tutto o quasi tutto prima degli altri. Sua, decenni prima di Giorgio Armani, è stata l’intuizione di trasferire alcuni capi del guardaroba maschile in quello femminile: il blazer, la sahariana, lo smoking, il trench, il giubbotto di pelle, il tailleur-pantalone, sua la dirompente carica di vitalità abbinata a una divorante passione per l’arte che gli ha fatto fare omaggi estrosi ai maestri della pittura del Novecento, da Picasso a Andy Warhol, da Matisse, a Braque, da Mondrian a David Hockney, quando il binomio arte-moda non era ancora una trovata scontata, un luogo comune da passerella “colta”. Sue, ancora per primo, sono state le commistioni etniche e folcloristiche con le quali ha arricchito gran parte delle proprie collezioni di suggestioni che gli venivano di volta in volta dall’Africa, dalla Spagna, dall’India, dal Marocco, dalla Russia.

L’amore per il teatro e per la letteratura, Marcel Proust in testa, come autore feticcio, come nume tutelare, sono state anch’esse trasposte nella sua moda, infuse nei modelli che ha saputo creare. Ma al di là di una creatività multiforme, Saint Laurent ha avuto anche intuizioni commerciali geniali, come avere capito, ancora una volta in anticipo sui suoi colleghi, che le idee così moderne della sua alta moda potevano, sapientemente corrette, trasformarsi in prodotto industriale.

Dopo una lunga malattia, lo stilista si spegne a Parigi, nella sua casa, la notte del 1º giugno 2008, all’età di 72 anni. Il suo corpo è stato cremato e le sue ceneri sono conservate nei giardini Majorelle di Marrakech, in Marocco, nella villa appartenuta al celebre artista francese Jacques Majorelle e in seguito acquistata e ristrutturata da Saint Laurent e Bergé.

La collezione d’arte

Insieme al suo compagno di vita Pierre Bergé, Yves Saint Laurent raccolse in più di cinquant’anni una collezione di circa 730 opere d’arte, tra cui quadri di Picasso, Matisse, Mondrian,Léger, Goya, sculture, reperti archeologici, mobili ed oggetti di arredamento. Alla morte dello stilista, Bergé decise di mettere all’asta la collezione, asta che ebbe luogo nel 2009. Durante il primo giorno di vendita, un’opera di Matisse, Les coucous sur un tapis bleu et rose venne venduta a 32 milioni di euro, mentre Madame L.R. di Constantin Brancusi venne venduta per 29 milioni di euro, stabilendo dei nuovi record di vendita per entrambi gli artisti. La vendita, nel complesso, ha incassato più di 342 milioni di euro, in parte utilizzati per la ricerca sull’AIDS.

(da Wikipedia)

 

 

Pensando a Yves Saint Laurent affiorano alla mente tre immagini. Lui, lo stilista dai capelli biondi e grandi occhiali ad incorniciare il viso, autore e spettatore di un enorme successo; la sua moda, le sahariane, gli smoking femminili e le collezioni ispirate ai colori di Matisse e Picasso; il suo logo, espressione ed essenza di stile

 

La rivoluzione stilistica di Yves Saint Laurent si intreccia e si accompagna a quel logo stilizzato, creato dalla sovrapposizione delle iniziali del maestro, originariamente nere e dorate

Come pochi altri designer, Yves è riuscito ad imprimere nell’immaginario collettivo un’idea ben precisa di personalità e senso estetico che dagli anni ’70 influenza ancora il mondo della moda

E’ stata una rivoluzione d’immagine quella che Yves ha generato con il suo genio creativo, un netto punto di rottura rispetto alla moda bon-chic e autoreferenziale degli anni precedenti.

E’ curioso pensare come questa rivoluzione sia iniziata proprio da quel logo. Nel 1961 infatti, ancora prima dell’uscita delle prime collezioni della maisòn, Yves Saint Laurent e Piere Bergè, suo socio e compagno di vita, commissionarono ad Adolphe  Mouron Cassandre un disegno che avrebbe dovuto esso stesso esprimere un punto di rottura nell’universo moda ed anticipare il nuovo corso che di lì a poco Yves avrebbe imposto. Una nuova idea estetica affidata ad un artista grafico, Cassadre appunto, uno dei più influenti designer di Art Decò del ‘900

 

 

Diamo all’arte ciò che è dell’arte quindi, sia essa un abito o un’illustrazione pubblicitaria; meglio ancora se dalla loro fusione nasce un pezzo di storia della moda come quello raccontato fino ad ora. Nel 1963 il logo venne pubblicizzato per la prima volta e poco tempo dopo quel simbolo si tramutò da semplice elemento grafico ad emblema di uno stile inconfondibile.

E’ dunque immaginabile una rinascita della casa di moda senza quel simbolo così profondamente legato al nome e all’immagine del suo fondatore?

E’ notizia di questi giorni infatti, che Hedi Slimane, nuovo direttore creativo della maisòn, abbia deciso di accompagnare le sue prime collezioni YSL P/E 2013 ad una rinnovazione del marchio per il pret-à-porter, imponendo il nome e il logo Saint Laurent Paris

 


Un nuovo corso per la casa di moda, che su quelle iniziali ha creato una elemento distintivo e un’ affermazione artistica vibrante in singolo abito

Difficile immaginare un’etichetta su un capo della maisòn senza il nome e lo spirito dell’esteta Yves

D’altra parte, spesso i grandi artisti non hanno bisogno di essere ricordati per imporre la propria presenza. Mi piace pensare che anche per Yves Saint Laurent sia così.

(   dal sito http://www.theoldnow.it/ysl-1961-la-storia-di-un-logo.html)
Per la sottoscritta il suo logo è arte pura .
Ho visto il film , la sua vita tormentata la depressione,
 L’amore tra Saint Laurent e Bergé.
I PROFUMI<3

Il seguente è un elenco incompleto dei principali profumi commercializzati dalla maison Yves Saint Laurent.[8]

Paris IL MIO AMORE …

Paris è un profumo femminile della casa di moda Yves Saint Laurent Beauté, lanciato sul mercato nel 1983 ed ancora oggi in produzione.[1][2]

Creato dal “naso” Sophia Grojsman della International Flavors and Fragrances, Paris è composto da un bouquet floreale, con note di testa dimimosa, geranio, biancospino e cassia, note di cuore di rosa, violetta e iris e note di fondo di sandalo, ambra e muschio, ed è classificato comeB3F. La bottiglia di Paris, decorata da petali di rosa, era disegnata da Alain de Mourgues, mentre il particolare tappo dorato da Verrières Brosse.[3] Paris voleva essere un omaggio di Yves Saint Laurent alla città di Parigi ed all’eleganza dei parigini.[4]

Negli anni Paris è stato rilanciato più volte in numerose varianti, fra cui Paris Eau de Printemps (2002), Paris Premières Roses (2003), Paris Roses des Bois (2004), Paris Roses Enchantées (2005) e Paris Roses des Vergers Springtime (2006). Fra tutte queste fragranze, soltantoParis Premieres Roses è stato orchestrato da Sophia Grojsman.

Categoria Profumo
Casa Yves Saint Laurent Beauté
Genere Donna
Profumiere Sophia Grojsman
Anno di creazione 1983
Famiglia Bouquet Floreale
Note olfattive
Testa Mimosa, geranio,biancospino, cassia
Cuore Rosa, violetta, iris
Fondo Sandalo, ambra, muschio
Logo
Stato Francia Francia
Fondazione 1962 a Parigi
Sede principale 7 Avenue George V, Parigi
Gruppo Kering
Persone chiave
Settore Moda
Prodotti
Sito web www.ysl.com/

 

YSL Grazie ❤

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Sono con te… sei una bella persona….ma….

Non riesco a credere che voi Prelati  , e anche lei Papa non sappia nulla di una vecchia storia , ma sempre attuale  , una VITA SPEZZATA…

Andavo all eta’ di 7 /8 anni a giocare ai giardinetti diPiazza Mazzini a Roma, che fu letteralmente tappezzata di foto di una ragazzina esile castana , capelli lisci che diligentemente suonava il flauto credo, eccola…

Emanuela Orlandi.

Come cittadina Italiana sono indignata

La ragazzina cittadina vaticana è sparita nel nulla?

Mi domando come hanno fatto Suoi predecessori Eminenza a coricarsi con questa Croce sul cuore ,per poi risvegliarsi e via di seguito…

Non è un rapimento politico; secondo la mia modesta opinione , ovvio,,,

Il Vaticano ha alzato un muro sulla vicenda , lo credo bene!

Caro Papa Francesco se concretamenteè davvero un guerriero di Dio, Doni pace a Roma.a Piazza S. Pietro,  ricordo non esserci piu stata la stata la stessa atmosfera   nei giorni e negli anni a seguire…

Chissa’ quanti prelati verrebbero coinvolti e quanti politici e mafiosi…se si scoprisse la verita’ ho l impressione di un vaticano svuotato o quasi.

Non si toglie una vita .

IO RIVOGLIO MANUELA ORLANDI  scusatemi ma sono convinta che sia viva.

SE ANCHE TU VUOI LA VERITA SCRIVILO NEI COMMENTI grazie.

Bellissimo…

Caro Francesco, come si diventa Papa?

ANDREA TORNIELLI

«Caro Papa Francesco, a volte la mia mamma la sera non cena e dice che sta a dieta ma non è vero, lei mangia ciò che resta dei nostri avanzi», scrive Matteo. «Ricordati che tu e Totti siete i miei miti!» assicura Raffaele in calce alla sua lettera. «Mi dispiace molto per la coppia di cristiani arsa viva… per favore perdona me e il Pakistan» scrive Aziz.

Sono alcune delle migliaia di lettere di bambini che da tutti gli angoli della terra arrivano ogni settimana in Vaticano, indirizzate a Papa Francesco, e che sono state raccolte in «Letterine a Papa Francesco» (Carlo Gallucci editore, pp. 156, 12,90 euro), un’antologia curata dalla vaticanista del Tg5 Alessandra Buzzetti. I proventi del diritto d’autore del volume saranno interamente devoluti a favore dei bambini assistiti nel Dispensario Santa Marta, situato proprio accanto alla residenza di Francesco.

I protagonisti del libro sono loro, i bambini. Sono i piccoli «amici di penna» del Pontefice, che vergano a mano le loro letterine, infarcite di disegni e di errori ortografici, accompagnate da piccoli doni o pupazzi. Tutte le mattine alle otto un sacerdote, una suora e due mamme italiane dell’Ufficio Corrispondenza aprono i sacchi postali e dividono le lettere. I bambini hanno la precedenza, specie quando confidano i loro problemi o chiedono preghiere per la loro salute.

vaticaninsider.lastampa.it

RITDEL

Ti dico i miei segreti

Caro papa, ho 10 anni e vivo in Sicilia. Papa ti vorrei raccontare alcuni miei segreti. Le sere quando mio padre torna da lavoro non capisco mai il perché ma si mette a urlare con mia madre finisce sempre in un litigio e io vado nella mia camera a buttare tantissime lacrime. Io sono super sensibile. La mia vita non e bella. Sai Francesco ti vorrei conoscere.

Giulia, Stretto di Messina

Vieni a trovarmi a casa?

Caro Papa Francesco: il motivo della mia lettera non è altro che invitarti nella mia città. So che tu non avresti problemi di alloggio, nella casa della parrocchia di mio zio c’è posto e anche nella mia. Ti confido un segreto. Vorrei essere una agostiniana e vivere nella comunità della conversione. Ho paura di dire questa cosa ai miei genitori. Mi dai un consiglio sulla mia vocazione. Ti saluto cordialmente. Ps: ti mando 15 euro nel caso tu voglia rispondermi, altrimenti daglieli ai poveri.

Luzia, Spagna

RITDEL

La mia mamma piange

Ciao Papa Francesco come stai? Io abbastanza bene. Ho 11 anni. Devi sapere che mio papà è stato arrestato perché costretto a guadagnare soldi illeciti per farci vivere. La mia mamma piange sempre e quando gli chiedo perché lei dice che gli bruciano gli occhi. Ma io lo sò perché lei piange gli manca il mio papà e mio fratello che anche lui per guadagnare i soldi lavorava per le persone cattive ed è stato arrestato. Tu puoi aiutarmi che appena il mio papà esce dal carcere gli dai un lavoro è la nostra casa?

Matteo, periferia di Napoli

Mi dai un consiglio?

Ciao Papa Francesco, ho 9 anni e vivo a Torino. Il mio grande desiderio è di vedere la Madonna, secondo te cosa devo fare per vederla? Ti voglio chiedere se mi puoi mandare la tua foto con la tua firma. Un grande bacio.

Lucia, un santuario piemontese

RITDEL

Eri elettrizzato per l’elezione?

Caro papa Francesco, volevo dirti alcune cose per esempio che si prova ad essere Papa? E quando ti hanno eletto eri emozionato o elettrizzato? Lo sai che l’anno scorso sono andato a Roma? Però un poco mi sono dispiaciuto perché non ho visto né te né Papa Benedetto XVI.

Paolo, una cittadina umbra

I bambini non vanno castigati

Caro Papa Francesco, ho sentito che tu ci vuoi insegnare che i bambini non vanno castigati. Mia mamma non lo vuole capire, anche se so che lo fa per il mio bene e so anche che si sacrifica per me e sta sempre al mio fianco. Potresti farglielo presente tu?

Barbara, Genova

Puff, con l’ostia paure scomparse

Ho provato una gioia incontenibile nel ricevere per la prima volta l’Eucarestia. Dopo aver preso l’ostia puff sono sparite tutte le mie paure, preoccupazioni…

Lucrezia, campagna toscana

Andrea Tornielli nato a Chioggia nel 1964, si è laureato in Lettere Classiche all’università di Padova. Ha lavorato al mensile «30Giorni», è stato vaticanista e inviato de «Il Giornale». Dal 2011 è a «La Stampa», dove coordina il canale web in cinque lingue «Vatican Insider». È autore di libri tradotti in tutto il mondo.

Articolo redatto da La Stampa